Perché la tecnologia server-side (completa o ibrida) è più accessibile di quanto si pensi

28 Settembre 2021 | 58 0

La gestione dei tag server-side è spesso considerata un’operazione delicata da attuare. Ma esistono due modi per implementarla…

Prima l’aumento degli adblocker, poi la fine annunciata (anche se rimandata) dei cookie di terze parti… La situazione attuale ha messo al centro dell’attenzione la gestione dei tag server-side, detta anche “server-to-server” o “tagless“. Il principio è semplice: trasferire dal browser al server il carico di lavoro rappresentato dagli scambi di informazioni con i partner. La sua attuazione, tuttavia, è spesso considerata molto tecnica e delicata. Ma ecco la buona notizia: quello che chiamiamo “server-side” rimanda nella pratica a due tipi di implementazioni, di cui una più accessibile.

Server-side completo o server-side ibrido?

“Server-side completo”. Questa espressione indica un’implementazione integrale della gestione dei tag server-side. In questo modello, non appena un utente si attiva (arriva su una pagina o fa clic su un video, ad esempio), un “hit server” viene inviato al TMS (Tag Management Server) che elabora le informazioni e le trasferisce ai partner interessati, da server (quello del TMS) a server (quello del partner). In questo caso specifico, non c’è nemmeno un data layer nel browser.

 

 

“Server-side ibrido”. Questo termine indica l’altra modalità di implementazione del server-side. Un termine che può creare confusione in quanto, nella realtà, questa implementazione ibrida corrisponde a una modalità corrente che molti applicano senza tuttavia qualificarla così.

Unica differenza: il data layer

Principale differenza tra i due approcci: nel modello cosiddetto ibrido, il data layer viene mantenuto. Ma non viene attivato alcun tag partner dal browser. Le informazioni del data layer vengono utilizzate da un tag unico che le invia al server. Qui il TMS, come nel modello precedente, elabora le informazioni prima di distribuirle ai partner da server a server.

Qual è il vantaggio di questo approccio ibrido? Il suo pragmatismo e la sua accessibilità a livello tecnico. Di fatto, molti partner non hanno ripensato le loro soluzioni in modo da renderle operative in modalità server-side completa, e hanno quindi ancora bisogno delle informazioni del data layer. Cosa si perde con il server-side ibrido? Dato che l’unica differenza è il mantenimento del data layer, quest’ultimo resta dunque visibile nel browser. Se le informazioni in esso contenute presentano problemi di riservatezza, la migrazione alla modalità server-side completa può avere un senso. A parte questo aspetto, il server-side ibrido offre tutti i vantaggi del server-side completo.

 

 

Vantaggi mantenuti

E i vantaggi del server-side sono numerosi. La drastica riduzione del numero di tag influisce (positivamente) sui tempi di caricamento delle pagine, mentre i piani di tagging sono più semplici da mantenere. Efficienze operative apprezzate da tutti. Ma il server-side rappresenta anche (soprattutto?) un controllo migliore dei dati. Mentre con il client-side le informazioni vengono trasferite direttamente ai partner, con il server-side le informazioni vengono elaborate e differenziate. I partner ricevono solo i dati di cui hanno bisogno. Sono dunque finiti i rischi di “piggybacking” ad esempio, quando un tag ne chiama altri per distribuire informazioni a partner di partner e così via.

Questa elaborazione lato server consente inoltre di arricchire le informazioni con altre fonti, per rendere il trattamento più pertinente. Un aspetto interessante in svariati ambiti, come quello dell’A/B test, in cui questa apertura consente di effettuare test più approfonditi, tra cui ad esempio la misurazione dell’impatto dei suggerimenti di acquisto sul fatturato.

E il consenso?

Domanda lecita (e frequente). Il server-side permette di essere esonerati dal consenso? Risposta rapida: completo o ibrido che sia, il server-side non esonera dal consenso. Non è che un veicolo, una modalità tecnica. Il server-side può essere esonerato dal consenso in un solo caso: quando la soluzione che porta è essa stessa esonerata.

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