“Siamo intrappolati nella terra di nessuno con molte incognite”

Da Luc Mornat 07 Dicembre 2018 | 188 0

Romain Lhote, Digital Marketing Manager, L’Equipe

Gestire il consenso nell’era del GDPR: rivoluzione o evoluzione?
Il GDPR fa chiaramente parte di un’evoluzione normativa che è stata annunciata con largo anticipo, dandoci il tempo di studiare tutte le possibilità tecnologiche a nostra disposizione. Il problema è che siamo ancora intrappolati in una terra di nessuno con molte incognite, come ad esempio la direttiva ePrivacy che è in via di sviluppo. Inoltre, il Quadro dell’IAB per ora non sembra essere del tutto adatto a pratiche non pubblicitarie. Un esempio significativo: come interpretare gli “scopi” dell’IAB nell’ambito del GDPR? La risposta non è poi così ovvia.

Come possiamo riassumere le sfide operative del GDPR? Quali sono gli aspetti più preoccupanti di questa situazione?
La sfida è piuttosto semplice da riassumere: riuscire a ottenere il consenso in modo conforme al regolamento riducendo al minimo la perdita di introiti. Il lavoro che dobbiamo svolgere per farlo, però, non è affatto semplice. Dato l’elevato numero di tag utilizzati dai Publisher del settore dell’informazione come noi, un TMS (Tag Management System) è l’unica soluzione possibile.

Cosa ne pensate della soluzione offerta da Commanders Act?
Abbiamo appena adottato il TMS, quindi non abbiamo molta esperienza a riguardo. In ogni caso, ci è già chiaro che disporre di un’unica soluzione che integra le funzionalità di un TMS e quelle di una CMP (Consent Management Platform) semplifica enormemente la governance e la gestione dei tag.

Una dimostrazione?