Governance dei dati: 4 aspetti essenziali

11 Maggio 2021 | 191 0

Gestire il ciclo di vita dei dati grazie a regole e ruoli ben definiti, per mettere i dati stessi al servizio della crescita dell’impresa. Ecco una sintesi della governance dei dati. E nella pratica? Come si declina in concreto la governance dei dati? Almeno secondo 4 aspetti. Vediamo come.

Una governance dei dati strategica

Tutto comincia qui, con orientamenti strategici chiari. Per quali scopi l’impresa intende investire nei dati? Per implementare meccanismi di acquisizione a 360°? Per lavorare sulla fidelizzazione dei clienti? Per migliorare i prodotti? Per tutte queste cose insieme?

Una volta fissati gli obiettivi, resta la questione dei mezzi e della cultura dei dati. Questo argomento è riservato a un team specializzato? O sono previste iniziative mirate a trasformare i dati in uno strumento di uso quotidiano per tutti? Questi grandi orientamenti strategici definiscono anche un quadro culturale per la governance dei dati. E questo quadro è fondamentale sia per i collaboratori che per i clienti.

Un esempio? Il GDPR e l’applicazione delle ultime direttive della CNIL in Francia. Decidendo come interpretare queste prescrizioni attraverso le loro interfacce di consenso, le imprese non compiono soltanto una scelta sul piano giuridico-tecnico, ma mandano anche un messaggio sul loro rapporto con i dati e sul rispetto della privacy dei loro clienti. Qui, la governance dei dati incide direttamente sulla percezione del brand.

Una governance dei dati funzionale

Questo aspetto della governance rimanda direttamente alla questione dell’organizzazione che ruota attorno ai dati. Con una sfida fondamentale: come evitare una controproducente suddivisione in silos organizzativi? Troppo spesso, ancora oggi, prevalgono le divisioni: team acquisizione e team fidelizzazione, business offline e business online, vincoli legali e basi del customer journey.

L’idea non è distruggere questi silos, dato che corrispondono anche a competenze precise di cui l’impresa ha bisogno, ma garantire il loro coordinamento. Governare i dati significa, appunto, offrire un quadro di collaborazione chiaro e definire regole ferme, complete e comprese da tutti. Chi ha i diritti per gestire l’immissione dei contatti nel database? Il loro arricchimento? Chi verifica la qualità dei dati immessi? Chi regola la pressione pubblicitaria? Come vengono gestite le preferenze utente in materia di protezione dei dati personali?

Non esistono risposte universali e pronte all’uso. Spetta ad ogni singola impresa definire i ruoli, le loro interazioni, i loro obiettivi e, soprattutto, l’obiettivo globale al quale ognuno deve contribuire. Un obiettivo sufficientemente esplicito e forte che consenta di andare oltre i suddetti silos.

Una governance dei dati legale

L’entrata in vigore del GDPR nel 2018, e successivamente quella delle direttive della CNIL in Francia, ha messo al centro della discussione la gestione dei dati personali. Con una nuova disciplina a tutti gli effetti: la raccolta dei consensi. Come garantire la conformità legale di questa raccolta, ottimizzandola al contempo per rispondere alle sfide aziendali? Come assicurarsi che l’utilizzo dei dati personali rispetti le volontà di prospect e clienti?

Per rispondere a queste domande, è stato necessario imporre un ruolo, quello del DPO (Data Protection Officer), e fare spazio a una nuova soluzione nello stack MarTech: la Consent Management Platform (CMP). Ma la presenza di un DPO e l’adozione di una CMP non bastano a garantire una governance dei dati conforme a livello normativo.

La ragione è semplice: il quadro normativo si evolve, i prodotti e i servizi offerti dall’impresa anche, così come i canali di acquisizione e di gestione della relazione con i clienti. Per mantenere una condizione ottimale tra conformità normativa e performance nel corso di queste evoluzioni, è necessaria una collaborazione continua ed efficace con tutti gli altri team (acquisizione, fidelizzazione, UX e via dicendo).

Una governance dei dati tecnica

Resta l’aspetto tecnico della governance. La tecnica non fa la strategia; ma senza la tecnica, la strategia raramente va oltre lo stato di lodevole intento. Una governance dei dati che punta su una nuova collaborazione tra le parti interessate deve essere dotata degli strumenti adeguati. Le Customer Data Platform (CDP) sono state sviluppate proprio per questo motivo: superare le divisioni organizzative e tecniche per riunire i dati all’interno di un sistema di riferimento.

Con una CDP di questo tipo, i vantaggi sono molteplici: facilitare la riconciliazione dei dati in un universo omnicanale, riuscire ad ottenere segmentazioni più pertinenti, orchestrare le attivazioni in modo più efficace, ad esempio. Per fare questo, è necessario armonizzare i dati, come ad esempio i dati acquisiti sul fronte digitale con quelli archiviati nel CRM. Questa armonizzazione tecnica può avvenire soltanto con una governance dei dati definita in modo chiaro.

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